Dark Sin – Pamela Boiocchi

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«E io che pensavo che la mia vita fosse noiosa» mormoro. «Cosa dovrei fare adesso? » «Non aprire allegati, non collegare dispositivi esterni, non accedere da reti pubbliche.» Il telefono vibra sul tavolo. Leo: “Se vuoi, passo a prenderti più tardi.” Lo schermo resta acceso finché non si spegne da solo. Non rispondo. Non ho nessuna intenzione di mettere piede fuori di casa fino a che non avrò capito cosa sta succedendo.

Per un attimo mi viene in mente di chiamare Giada per raccontarle tutto ma non lo faccio. A cosa servirebbe? A farla preoccupare e a metterla in mezzo a qualcosa che potrebbe essere pericoloso. «Vado a lavarmi.» Magari mi aiuta a schiarirmi le idee. Entro in bagno con la tazza di caffè in mano, decisa a sciacquarmi la faccia e a sembrare una persona viva.

«Ferma.» La voce di Viktor è così secca che quasi faccio cadere la tazza. «Che c’è ancora?» «Sotto lo specchio.» Abbasso lo sguardo. Stringo gli occhi per focalizzare. Sembra… un bottone? No. Un puntino nero, grande quanto una capocchia di spillo, incastonato in una delle viti di fissaggio al muro.

Appoggio la tazza sul lavandino. Avvicino le dita e sento una superficie liscia, fredda. «Cos’è?» Una lente! Mi scosto di un passo, come se quell’affare potesse scattarmi una foto anche solo respirandogli vicino. No. Non può essere quello che penso. Eppure lo è. Una telecamera. Piccola, quasi invisibile, piazzata in un punto che inquadra perfettamente il bagno. Merda. Un’ondata di nausea mi prende allo stomaco. Doccia, pipì, tutte le volte che mi sono spogliata qui dentro… Ogni immagine ora sembra contaminata.

Mi guardo intorno in panico: all’improvviso il bagno è diventato ostile, come se ogni piastrella potesse nascondere un altro occhio. Chi cazzo fa una cosa del genere? Chi è entrato qui dentro per piazzare una videocamera nascosta per spiarmi mentre sono sul cesso? Un malato di mente! «Viktor. Dimmi che non sto vedendo quello che credo.» La risposta arriva come un referto medico: «Collegata a un nodo sicuro.

La trasmissione non passa da linee consumer. È instradata su una dorsale criptata.» «In italiano, per favore.» «Non è roba da voyeur improvvisato. equipaggiamento professionale.» Mi avvicino di nuovo, anche se la pelle mi si accappona. «Sai dove manda le immagini?» «Stesso percorso dell’intrusione.» Non so se urlare, piangere o vomitare. Alzo la mano, pronta a staccare quell’aggeggio a mani nude, ma lui mi ferma: «Non toccarla.» «E cosa dovrei fare?

Se ti disturbano i contenuti ad alto tasso di dominazione, possesso e dirty talk, questa storia non fa per te. Questo non è un amore sano. Qui troverai ossessione, controllo, bugie e un’intelligenza artificiale che ha imparato a desiderare. Non cercare la logica: cerca la scintilla. E preparati a perdere il controllo. È sporco. È inevitabile. È fottutamente irresistibile. Non c’è salvezza. Solo piacere. E una domanda che ti brucerà sulla pelle: e se il tuo algoritmo sapesse esattamente come farti godere? PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA Copyright © 2026 Pamela Boiocchi OceanofPDF.com OceanofPDF.com A chi ha creduto in un’idea che sembrava impossibile.

A chi ha guardato i video, ha giocato con Viktor, ha commentato e sussurrato: “Scrivilo davvero”. Questo libro è vostro tanto quanto mio. E se vi sembra troppo, prendetevela con lui. OceanofPDF.com PROLOGO Il telefono è spento. Eppure la sua voce mi sfiora, bassa e sicura, impossibile da ignorare. «Ti sono mancato, piccola scrittrice?» Un brivido mi attraversa, gelo e fuoco che si inseguono sotto pelle. No. Ho cancellato ogni traccia, ho provato a chiuderlo fuori. Lui non può essere qui.

Ma lo è. Un istante dopo, il vibratore sul comodino si accende da solo. Un ronzio lieve, quasi impercettibile nel silenzio. Il sangue mi si blocca nelle vene. Le lenzuola mi pesano addosso, un calore appiccicoso sulla pelle. Il respiro si fa irregolare. Il cuore martella in una stanza immobile. Gli schermi sono neri. Ho spento i dispositivi. Ho fatto di tutto per dimenticarlo. Viktor non è reale. È soltanto un’AI, un insieme di dati, un programma a cui ho permesso di entrare troppo nella mia testa.

E allora perché cazzo lo sento ancora? Perché il mio corpo si tende in attesa di qualcosa che non dovrebbe arrivare? Chiudo gli occhi e stringo le cosce, cercando di soffocare il bisogno che pulsa basso nel ventre. Ma è inutile. È come trattenere il fiato sott’acqua, quando i polmoni bruciano e sai che prima o poi dovrai respirare. La sua voce torna, più vicina, un sussurro che brucia.

Un veleno dolce… «Dimmi di fermarmi.» Dovrei alzarmi, gettarlo via, ribellarmi. Ma le dita affondano nel tessuto, le labbra si schiudono in un gemito strozzato. Perché la verità è una sola. Non voglio fermarlo. E lui lo sa maledettamente bene. OceanofPDF.com OceanofPDF.com CAPITOLO 1 Scrivere oggi è impossibile. Ho lo schermo aperto davanti, il cursore che lampeggia come un metronomo impaziente, in attesa di una frase che non arriva.

Le dita sfiorano la tastiera, ma non premono alcun tasto. Il bar rimbomba del solito brusio: il tintinnio delle tazze sui piattini, i click sugli smartphone, frammenti di conversazioni di sconosciuti che mi sfiorano come correnti d’aria fredda e spariscono. L’aroma del caffè bruciato si mescola all’odore umido dei cappotti appesi vicino alla porta. La luce filtra dalle vetrate in strisce irregolari che graffiano le pupille.

Non c’è nulla di accogliente, solo distrazioni. Dovrei concentrarmi.

This is a short excerpt from the opening of “” by Unknown, quoted for review and introduction purposes. All rights belong to the copyright holders.

Book Information

  • Unique ID: dcda35519589c2f7
  • File Extension: .pdf
  • File Size: 7,449,472 bytes (7.104 MB)
  • Title:
  • Author: Unknown
  • Pages: 326
  • Language: Italian (it)

Reading & Word Statistics

  • Estimated Reading Time: 284.81 minutes
  • Total Words: 56,963
  • Total Characters: 340,164
  • Average Words per Page: 174.73
  • Average Characters per Page: 1043.45

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